Come scegli i contenuti del tuo calendario editoriale?

Ormai anche le pietre sanno che alla base di una strategia di comunicazione c’è sempre un piano editoriale e diversi calendari editoriali, uno per i contenuti del blog, uno per ogni canale social, uno per la newsletter e così via per ogni canale che abbiamo scelto di utilizzare.

Ciò che mi chiedo, però, è:

  1. tutti mettono davvero in pratica questa best practice? Se si, con quali risultati?
    Mi piacerebbe proprio leggere diverse esperienze e metterle a confronto, sia di quelli precisi che di quelli… “io non faccio nulla di tutto questo ed ho un gran seguito…” e ce ne sono, lo so. Fatevi avanti.
  2. Che metodo utilizzate per scegliere i contenuti del vostro piano editoriale?

Partiamo da me… comincio io…

…mi metto a nudo ma poi voglio sentire la tua 😉

La mia avventura

All’inizio della mia avventura da blogger, andavo molto “a sentimento” e, in alcune occasioni, ho avuto un bel riscontro da parte dei lettori, in altre meno.

Il problema era che non avevo un obiettivo preciso, avevo cominciato senza pratica e senza strategia, mi ero catapultato in modo improvviso… diciamo “con il cuore”.

Ciò ha fatto sì che mano a mano che crescevo e delineavo i miei obiettivi ed il mio lettore ideale, mi rendevo conto che molti contenuti non andavano bene. Anche quelli che avevano avuto un buon riscontro. Ho dovuto fare un gran lavoro di revisione. In alcuni casi ho modificato, in altri (con gran dolore) ho messo da parte.

A proposito: ma tu, ogni tanto, rileggi i testi del tuo sito-blog?

Se no, fallo subito… è importantissimo!

Quando si cresce tante cose cambiano: cambiano gli obiettivi, i prodotti/servizi che offri, il target, i competitors, il contesto… insomma, non puoi permetterti il lusso di leggere un tuo testo ed avere una specie di sensazione di vergogna o disagio.

Tornando a noi, ti stavo raccontando del mio metodo e di come è maturato.

Le mie tre fasi

Dopo il primo periodo, quello dell’improvvisazione, ho cominciato a capire che dovevo puntare anche un po’ sulla SEO e, così, il mio primo calendario editoriale (che mi proiettava nella seconda fase della mia esperienza in cui mi ero reso conto che ci voleva appunto un calendario) è stato molto influenzato dalla keyword research.

nota – se qualcuno non sa di cosa parlo ecco una mappa veloce:

  1. ho parlato di piano editoriale e calendario editoriale in questo articolo e nel mio corso (in Web Marketing Più ho anche parlato di come scegliere e impostare i propri contenuti in base al proprio target, ai competitor e ai propri obiettivi di comunicazione e di business)
  2. ho spiegato che cos’è e come fare una keyword research (in particolare finalizzata al content marketing) in quest’altro articolo.

Ad essere onesto, il secondo metodo (quello molto SEO friendly) mi ha dato grandi soddisfazioni dal punto di vista della visibilità su Google e delle visite ricevute al sito in modo naturale, costante ed organico. L’unico problema era che avevo la sensazione che la partecipazione e l’interazione, rispetto alla prima fase della mia attività, stessero calando.

A questo proposito, però, bisogna considerare tante variabili subentrate nel frattempo: ho diminuito di molto la mia produttività cominciando a pubblicare un solo articolo mensile, il web è entrato nella famosa fase del content shock (o saturazione da iper-informazione – chiamala come preferisci), i social hanno cominciato a tarare gli algoritmi in modo che le persone uscissero meno possibile dalle piattaforme e, quindi, le pubblicazioni contenenti link hanno subito un drastico calo di diffusione.

Insomma, giusto per dire che le variabili in gioco sono tante.

Nel mio caso, sicuramente bisognerebbe aumentare la frequenza di pubblicazione e cominciare a pensare ad un calendario editoriale più variegato. Pensare, oltre ai contenuti informativi, anche a contenuti più leggeri e/o di maggior dibattito e interazione.

Per la prima parte ho serie difficoltà, per la seconda ci sto lavorando e sono entrato dritto, dritto nella terza fase.

In pratica:

  1. il mio primo metodo per scegliere i contenuti è stato “il sentimento”. Mi guardavo intorno, prendevo ispirazione da altri blogger che seguivo, da alcune domande che le persone mi facevano e così via.
  2. Nel secondo periodo mi sono basato sulle ricerche fatte dalle persone su Google più qualche analisi del sentiment fatta con Google Trends e Buzzsumo e qualche analisi sui followers dei competitors – profili, commenti, domande etc.
  3. Nella terza fase (a cui mi sto accingendo) cerco di unire le due cose provando a riequilibrare un po’ i contenuti con obiettivo “aiutare” e “intrattenere”.

Tu? Quale metodo utilizzi e con quali risultati?

Mi piacerebbe sapere anche di dettagli tecnici, per esempio ci sono persone che analizzano le discussioni su facebook o altri canali dove è presente il proprio target, altre che fanno qualcosa di simile utilizzando dei tools (se sei uno di questi, dicci quali). Per esempio, come ti dicevo, io ho utilizzato anche un po’ google trends e buzzsumo per provare a valutare la partecipazione, l’interesse e il coinvolgimento su alcuni temi.

E tu? La parola a te… 😉

Ferdinando Signorelli

Consulente Web Marketing specializzato strategie e sviluppo di business online. In 10 anni ho lavorato per diverse web agency e agenzie di comunicazione per poi creare marketingadvsignorelli.it. Se hai delle idee ma non sai da dove cominciare o hai già intrapreso un cammino ma non hai risultati, allora sei nel posto giusto! Studia i miei corsi o chiedimi delle consulenze. Le mie skills principali? SEO, SEM, Copywriting e sviluppo di piani di comunicazione strategica, Blogging, Email Marketing ed Info-Business.