Content marketing , Copywriting , Digital PR e Inbound marketing […guida sintetica…]

Ammettiamolo, quando qualcuno non addetto ai lavori si avvicina al nostro mondo, si ritrova davvero in una bella giungla di termini incomprensibili e probabilmente con significati in apparenza simili. E’ facile fare una gran bella confusione tra content marketing e copywriting o tra digital pr e personal brand, ma soprattutto c’è di fondo una tendenza a parlare o ad intendere tutto in modo strettamente legato al mondo digitale, mentre io vorrei sollecitare le coscienze a leggere tra le righe tutto ciò che è replicabile e applicabile anche off line.

Questo articolo è rivolto ai neofiti ma anche a tutti gli operatori che, pur conoscendo queste materie, potrebbero aver bisogno di fare un po’ di chiarezza o semplicemente potrebbero raccogliere il mio invito alla lettura per provare a rivedere alcuni aspetti da una diversa angolazione.

Stiliamo un piccolo e breve “glossario” per capire velocemente l’abc del web (e non solo) marketing attuale.

Content marketing

La tecnica della piramide e il maestro dei contenuti!

 

piramide dei contenuti content marketing

Il content marketing è l’insieme di tutti i tipi di contenuti possibili mirati al raggiungimento di un obiettivo finale e complessivo che sommi i risultati ottenuti da ogni singolo contenuto passo dopo passo.

Ho detto tutti i contenuti possibili, quindi:

Articoli, video e perché no, anche immagini, report, newsletter ma probabilmente (a mio modesto parere e qualcuno mi corregga se sbaglio) anche prodotti off line come cataloghi, brochure, raccolte fotografiche, insomma, tutto ciò che parli del brand personale o aziendale.

Parlando di blog, per il nostro piano di content marketing, potremmo adottare la tecnica della piramide. Questa tecnica, con un po’ di fantasia, si potrebbe adattare anche ad altri contesti.
La tecnica evidenzia tipologie di contenuti più efficaci ed altre meno che bisogna alternare in modo proporzionale al grado di efficacia. Mi spiego meglio, in una scala di efficacia da 1 a 4 se un tipo di contenuto ha efficacia 4 bisogna utilizzarlo con intervalli di tempo più lunghi rispetto a tipi di contenuto con efficacia 1 che produrrai e promuoverai più spesso.

Ecco in ordine i 4 gradi della piramide (fonte Dario Vignali):

1) Guide

2) Post tecnici

3) Recensioni di prodotti

4) Post personali

In pratica, volendo fare un esempio con molta semplificazione e approssimazione, possiamo dire che:
in un piano editoriale di content marketing che preveda 3 pubblicazioni settimanali per un totale di 12 pubblicazioni mensili saranno pubblicate mediamente e proporzionalmente

6 guide
3 post tecnici
2 recensioni-offerte-promozioni
1 post personale.

Consiglio di seguire Riccardo Scandellari, uno che ama definirsi “curatore di contenuti”, che ha scritto libri sul personal branding (che vedremo dopo) e sul marketing digitale. Nel suo blog ci sono categorie dedicate a Video, Foto, Blog, SEO, Social e tanto altro.

Copywriting

Accenni di tecniche e poi a scuola da Riccardo!

 

tecnica copywriting aida

Il copywriting è l’arte di creare contenuti, digitali o meno, secondo precise regole di attrazione, persuasione (stimolando interesse e desiderio) e spinta all’azione.
Un bravo copywriter deve avere tecnica, esperienza, personalità ed empatia, deve essere capace di informarsi e informare aggiungendo valore ai contenuti, soddisfazione, conoscenza e soluzioni agli interlocutori.

Perché scrivo interlocutori e non lettori?

Perché un copywriter non si trova solo tra le righe di un contenuto testuale on-off line ma anche nelle parole di un contenuto audio o video, nei testi di un racconto ad immagini e così via.

In ambito web, un copywriter dovrebbe riuscire a soddisfare tutti i fattori appena esposti anche in modo search friendly, creando quindi, contenuti utili agli utenti strizzando l’occhio anche ai motori di ricerca che, in questo modo e grazie ai suoi contenuti, saranno in grado e felici di dare ottime risposte alle esigenze di chi cerca soluzioni online. Ovviamente sto parlando di SEO copywriting.

Ma cosa significa strizzare l’occhio ai motori di ricerca scrivendo in modo search friendly?
Beh non basterebbe un intero articolo, su questo argomento esistono libri, corsi, blog ecc…

Diciamo, in modo molto sintetico e semplificato, che un buon SEO copywriter si informa su un argomento, sa cosa gli utenti cercano in quel contesto e cerca di dare tutte le soluzioni possibili sfruttando al massimo tutta la semantica correlata all’argomento. Ovviamente, se l’argomento ha un intero sito-blog dedicato con un preciso e mirato piano editoriale è ancora meglio.
Contemporaneamente, attraverso piccoli accorgimenti tecnici sui codici delle pagine web, è possibile “sollecitare” il motore di ricerca ad assimilare e catalogare i contenuti all’interno del proprio database. In questo modo, quando un utente fa una determinata ricerca, il motore potrebbe e possibilmente dovrebbe restituire tra i risultati il nostri bei contenuti.

Anche per ciò che riguarda le tecniche di scrittura persuasiva vale lo stesso discorso fatto per il SEO copywriting, esistono interi libri guide e blog. Volendo fare ancora un accenno molto semplificato possiamo dire che oltre a saper scrivere per bene è necessario:

 

1) conoscere alcune regole per riuscire a scrivere dei titoli che invoglino il lettore a consultare il contenuto.

I titoli sono come un’esca e sono ciò che determina forse il 70% del successo o dell’insuccesso di un contenuto, se un titolo riesce a catturare l’attenzione si avrà la possibilità di mostrare il contenuto, altrimenti il resto oltre il titolo sarà vano.

Esistono tante parole chiave (statisticamente provate) utili a suscitare l’interesse del lettore come

segreto, trucchi, svelare, scoprire, vantaggi ecc…. usando queste parole e cercando di stimolare emozioni come curiosità, desiderio e paura è possibile riuscire ad ottenere l’attenzione dell’interlocutore. Per esempio:

Scopri x modi per… (curiosità)
Ecco gli errori che dovresti evitare per… (paura)
Il segreto per realizzare… (desiderio)

2) saper creare delle intro di grande impatto per convincere l’interlocutore a proseguire.

Solitamente nelle introduzioni è importante spiegare brevemente e in modo veloce di cosa si parlerà, quali benefici sarà possibile ottenere e a chi ci si rivolge. Solo dopo sarà possibile sviluppare il contenuto cercando di richiamare continuamente l’attenzione dell’utente con sollecitazioni tipo “è chiaro?”, “ora ti spiego” e così via…

3) i finali

Curare bene i finali facendo magari un riassunto, inserendo il proprio punto di vista o cose del genere ma, soprattutto, facendo attenzione a non dimenticare le CTA (chiamate all’azione) invitando gli interlocutori a compiere un’azione precisa come commentare o condividere o passare ad una determinata pagina ecc.

4) la formattazione

L’occhio vuole la sua parte. E’ importante creare dei contenuti fruibili, con pause, spazi, parti in evidenza, immagini, sottotitoli, elenchi puntati ecc… tutto questo agevolerà sia l’impatto e la voglia di proseguire, sia una migliore esperienza utente.

 

Menziono ancora una volta un maestro del copywriting (e SEO Copywriting) in Italia, bisogna assolutamente leggere e imparare tutti i trucchi e i consigli di Riccardo Esposito! Fondatore di mysocialweb.it, autore di “Fare Blogging” e copywriter per infinite realtà di tutto rispetto online e non. Basta guardare il suo portfolio per farsi un’idea. Chi come me lavora in questo settore trova articoli con la sua firma praticamente ovunque 🙂

Digital (e non solo) PR

La chiave è sempre stata nelle relazioni e nel carisma, Rudy ne sa qualcosa.

digital pr

Le digital PR sono tutte quelle azioni di public relation volte all’accrescimento del personal brandig sfruttando i canali digitali grazie ad ogni dispositivo connesso ad una rete e ad ogni piazza digitale disponibile come forum, blog, social network, community ecc…

In realtà non bisogna mai dimenticare che oltre al web e quindi ai canali digitali, è sempre, ancora e soprattutto auspicabile continuare a curare le public relation anche (e possibilmente prima) in modo tradizionale. Le digital PR da sole possono dare ottimi risultati ma se si parte da una buona base di PR off line, le digital PR possono essere utilizzate come un amplificatore e generare risultati pazzeschi con numeri impressionanti raggiunti a velocità stratosferiche 🙂

Per esempio un signore che in Italia insegna digital pr con tanto di cattedre a Venezia e Verona e che si chiama Rudy Bandiera di numeri ne ha davvero da far paura! Tutte le volte che apro il suo blog e vedo in alto a destra quel widget social che conta 80.4 K Follows mi si rizzano i peli sulle braccia e provo una profonda e subdola invidia 🙂
Non a caso è autore di un libro che si intitola “Le 42 leggi universali del digital carisma

Ma tornando a noi, non fatevi mancare dei biglietti da visita con i vostri riferimenti online, prima che i vostri clienti lascino il vostro negozio o il vostro studio (forse per non tornare mai più) invitateli a seguirvi online, magari in cambio di uno sconto o di un buono, una volta che avrete trasformato il vostro contatto da off ad online questo diventerà un amplificatore fantastico e i contatti si moltiplicheranno come nel miracolo dei pani e dei pesci.

Ma io non uso Google Plus…. bene, e twitter? 🙂

Personal Branding

L’arte di raccontare se stessi

 

personal branding

Il personal branding è il risultato dell’impegno quotidiano di un singolo, se giocatore libero, o di un team, se si gioca in squadra, a raccontare se stessi e la propria professione attraverso ogni canale possibile (digitale e non – ricorda -) in modo umano e coinvolgente con storie, aneddoti, immagini, condivisione di idee, valori, conoscenza e identità.
Tutto questo serve ad accrescere (a livello personale o aziendale) la conoscenza, la consapevolezza, il prestigio e l’affidabilità della propria immagine e del proprio nome, riflettendo tutto in modo naturale sui propri prodotti e servizi o, comunque, sul proprio operato professionale in genere.

Ricordo ancora una volta il libro di Scandellari “Fai di te stesso un brand

Inbound Marketing

Il cesto dei regali

 

inbound marketing

L’inbound marketing è la naturale conseguenza di tutto ciò che abbiamo letto fin qui, è il cesto dei regali che con tanta fatica abbiamo meritato, è una casella di posta elettronica o un’attività locale piena di persone che non conosciamo, che non abbiamo cercato, assillato e pregato ma che sono lì a cercarci e a chiedere i nostri prodotti-servizi e noi… dobbiamo solo scegliere i nostri clienti preferiti.

Consiglio “Inbound Marketing” di Jacopo Matteuzzi, web-marketing manager, SEO / SEM Expert, web copywriter, web designer nonché pilastro di studiosamo.it, anche lui più volte menzionato in questo blog.

Allora? Ancora dubbi o confusione? Se ritieni di poter aggiungere o correggere qualcosa ti invito a farlo servendoti del modulo dei commenti, ma puoi anche commentare semplicemente se vuoi manifestarmi le tue eventuali perplessità o i tuoi eventuali apprezzamenti 🙂

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Grazie e alla prossima!

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Consulenza Web Marketing Ferdinando Signorelli

Ferdinando Signorelli

Consulente Web Marketing appassionato in strategie di differenziazione e positioning. In 10 anni ho lavorato per diverse web agency e agenzie di comunicazione per poi creare marketingadvsignorelli.it. Se hai delle idee ma non sai da dove cominciare o hai già intrapreso un cammino ma non hai risultati, allora sei nel posto giusto! Studia i miei corsi o chiedimi delle consulenze. Le mie skills principali? SEO, SEM, Copywriting e sviluppo di piani di comunicazione strategica, Blogging, Email Marketing ed Info-Business.