Il miglior tool (gratis) per la Ricerca delle parole chiave

Parole chiave, chiavi, key, keywords, termini di ricerca, chiavi di ricerca, query di ricerca… insomma, chiamale come vuoi ma la sostanza non cambia…
Vai su Google Trends, Google Adwords, SeoZoom, SemRush, Ubersuggest e digita qui… clicca lì… fatto!

ASPETTA….

Sai cosa sono le parole chiave?

Si, lo sai ma voglio dirtelo lo stesso perchè mi serve per la SEO 🙂 Scherzo!
Però una cosa voglio dirtela:
Per fare l’analisi delle parole chiave esistono vari strumenti ma soprattutto, e prima di tutto, (cit. G. Taverniti) esiste il cervello!

(ovviamente, per chi non lo sapesse, le parole chiave sono quei termini che gli utenti digitano nella barra dei motori di ricerca e gli operatori utilizzano per soddisfare gli utenti. Questo processo avviene da un lato ottimizzando i siti e i contenuti secondo le linee guida dei motori stessi e dall’altro secondo le esigenze di chi cerca. C’è da dire che, sempre di più, le due cose viaggiano nella stessa direzione.)

Il miglior tool SEO per la ricerca delle parole chiave è… il cervello!

cervello

(Lo so, l’ha detto Taverniti, infatti lo stimo, lo seguo e lo cito!)
Perchè? Perchè prima di usare gli strumenti bisogna capire perchè le parole chiave sono così importanti, a cosa servono e come valutarle.
Quali ragionamenti dobbiamo fare mentre le ricerchiamo? In base a cosa le selezioniamo?

Prima degli strumenti, la strategia!

Perché sono così importanti e a cosa servono le parole chiave?

La strategia della keyword research

(Entriamo nel vivo della questione!)
Ovviamente, sapere cosa digitano gli utenti nella barra dei motori di ricerca è una gran cosa, ci consente di indirizzare i nostri sforzi e le nostre strategie in quella direzione e provare a soddisfare i loro desideri per attrarli e fidelizzarli.
Imparare a trovare le keywords facendo le giuste analisi e le giuste riflessioni può servire a:

  • Individuare una nicchia di mercato
  • Impostare la struttura di un sito/blog (architettura dell’informazione, user experience, sezioni, menu di navigazione, categorie, tag…)
  • Impostare un piano di content ed inbound marketing (piano editoriale, funnel, automazioni ecc…)
  • Sviluppare un singolo contenuto

“Ok, anche questo lo sapevi già, ma aspetta perchè più avanti torneremo su questi 4 punti per fare un passaggio che non ho mai notato fare a nessuno (almeno negli articoli che parlano della keyword research)“.

Cosa analizzare in fase di keyword research?

analisi parole chiave

Normalmente si analizzano:

  1. Volumi di ricerca: quante volte le persone cercano mediamente quella chiave.
  2. Tipologia: key con un solo termine (a volte 2) sono dette key di testa, cioè con grandi volumi, molta concorrenza e scarsa specificità. Per esempio “Matrimoni Napoli” avrà sicuramente molte ricerche, ma cosa significa? Cosa cerca esattamente l’utente che digita questa chiave? Cerca ville? Ristoranti? Bomboniere?
    Ecco che entrano in gioco le key di coda lunga (o long tail), cioè key con più termini, ma più specifiche ed esplicative in merito alle intenzioni di ricerca dell’utente.
    Per esempio “Ristoranti Matrimoni Napoli” è una key di coda che avrà sicuramente meno ricerche di “Matrimoni Napoli” ma avrà anche meno concorrenza e più attinenza rispetto al target di un ristoratore con un business a Napoli.
  3. keyword difficulty: il grado di difficoltà stimato per raggiungere le posizioni più alte, in pratica la concorrenza in SERP.
  4. Correlazioni: per esempio le parole chiave correlate per “Hotel Napoli” potrebbero essere “Hotel Napoli 4 stelle”, “Hotel Napoli centro”, “Hotel Napoli economici” e così via…
  5. Intenzioni di ricerca: ricerche informational: cerco informazioni su un argomento – ricerche transitional: cerco qualcosa che già so di voler/dover comprare, prenotare, preventivare ecc… ricerche brand: cerco un sito che già conosco… Amazon, Ebay ecc…
  6. Attinenza – legata alla precedente: quando vuoi investire su una key assicurati, controllando i risultati in SERP, che lo stai facendo nel modo giusto e che stai tenendo conto dell’attinenza. Per esempio, scrivere un articolo per posizionare “assicurazioni online” è inutile, perchè se provo a cercare questo termine su Google i risultati saranno tutti preventivatori per polizze auto e, quindi, un articolo informativo sarebbe poco attinente e fuori gioco. Evidentemente l’intento di ricerca per quella key è transitional. Se non creo un sito con la possibilità di preventivare polizze auto in tempo reale, quella key non è per me.
  7. Trends-stagionalità: se una keyword sta perdendo interesse, probabilmente, mentre creiamo il contenuto e mentre lo posizioniamo i volumi potrebbero scendere e rendere vano l’investimento. Oppure, se una key va forte nel periodo estivo e vogliamo trovarci posizionati in tempo, dovremmo cominciare a lavorarci almeno 6 mesi prima. Facendo queste valutazioni potremmo avere le idee più chiare quando impostiamo un progetto e le relative tempistiche.

Perchè stai facendo la ricerca delle parole chiave?

perchè

Ecco il bello! Questo è un passaggio fondamentale, spesso sottovalutato e non troppo scontato.
Fare keyword research per scoprire una nicchia di mercato o per strutturare un progetto, piuttosto che scrivere un piano editoriale o un articolo sono cose completamente diverse.

Nicchia di mercato
Se stai ricercando o analizzando una nicchia di mercato, la keyword research può essere utile per trovare sotto-nicchie, nicchie correlate, pensare a piani, strategie, partnership con settori attinenti ecc… in quel caso, quando analizzi i dati, potrebbe anche non interessarti della difficulty, magari ti interesserà solo osservare i volumi di ricerca e i cpc stimati (cost per click nelle campagne a pagamento) per capire se girano soldi, se c’è domanda e così via.

Sito/blog
Se stai progettando un sito o un blog, potresti anche utilizzare key di testa e poi scendere verso quelle di coda passando dal menù principale alle categorie e poi ai tag. Per esempio potresti avere una voce di menù come “hotel”, una serie di categorie come “4 stelle”, “3 stelle” e una serie di tag come “con piscina”, “con parcheggio” ecc… Alla fine avresti dei percorsi tipo:

hotel – hotel/4stelle – hotel/4stelle/con-piscina

Google AMA i siti ben strutturati ed organizzati.

Content marketing
Se stai pensando ad un funnel e ad una strategia di inbound marketing, probabilmente stai organizzando un piano editoriale. Ecco, in questo caso (almeno all’inizio) dovrai scegliere key importanti per creare i pillar del progetto e alternare key più strategiche con bassi volumi e concorrenza per guadagnare velocemente qualche posizione ed un po’ di traffico.

Contenuto singolo
Quando fai la ricerca di parole chiave per un singolo contenuto devi ragionare in tutt’altro modo. Considerando che la key principale dovresti già averla, se tu o qualcun’altro avete già pensato al piano editoriale, la tua analisi dovrebbe essere incentrata sulle correlate, sul search intent, sul suggest di Google e sullo studio certosino dei contenuti posizionati in SERP.
In questa guida è tutto spiegato in modo dettagliato.

“Ora si! Ora puoi andare sui vari tool e cercare le tue parole chiave.”

ATTENZIONE: se ti stai spaventando e credi che sia troppo complesso, potresti acquistare uno dei miei pacchetti SEO Premium o SEO Big


Ma tornando a noi…

Strumenti e tool (gratis e non) per trovare ed analizzare le nostre keywords

  • Google Trends – gratis: per analizzare, appunto, i trends
  • Google Adwords – solo se hai un account con campagne attive: per analizzare volumi, trend, correlate e cpc (sempre qui, trovi la guida passo, passo per utilizzare il keyword planner tools)
  • SeoZoom – gratis per poche ricerche, poi a pagamento: per analizzare volumi, trend, correlate, cpc, difficulty
  • SemRush – gratis per poche ricerche, poi a pagamento: per analizzare volumi, trend, correlate, cpc, difficulty
  • Google suggest – gratis: per vedere cosa ti consiglia l’autocompletamento di Google mentre digiti dei termini di ricerca. Ottimo per capire intenti e correlate
  • Google Search – gratis: per analizzare i risultati delle SERP e valutare attinenza, correlazioni e intenti
  • Google correlate – gratis: per valutare, appunto, tutte le correlate (le trovi infondo alle SERP)
  • Ubbersugest – gratis: per trovare altre key correlate

Alcuni approfondimenti sulla Keyword Difficulty

Come valutare la concorrenza con il KEI (Keyword Effectiveness Index) e gli operatori allintitle, allinurl e allintext

In un altro articolo ho già parlato di Keyword Difficulty e ti ho detto che esistono dei tool per velocizzare la valutazione della concorrenza in SERP. Ho pensato che potrebbe esserti utile conoscere anche il procedimento gratuito e manuale.

Ovviamente, questo procedimento è più lungo e su molte key potrebbe portarti via tanto lavoro, ma se sei all’inizio e non ti va di usare tool a pagamento, questo investimento di tempo potrebbe essere un compromesso necessario.

Dunque: come si valuta manualmente la Keyword Difficulty?

Puoi farlo grazie al Keyword Effectiveness Index (KEI), spiegato in questo articolo di Max Del Rosso. Inoltre, se vuoi ottenere dei dati ancora più accurati, puoi filtrare le ricerche sulle keywords utilizzando gli operatori allintitle, allinurl e allintext in questo modo:

allintitle:”parola chiave”
allinurl:”parola chiave”
allintext:”parola chiave”

A cosa servono questi filtri di ricerca? A restituirti solo i risultati con un minimo di ottimizzazione on page, cioè i competitor che hanno utilizzato la key di tuo interesse almeno nel titolo, nell’url della pagina e nel testo. Questi filtri ti aiuteranno a calcolare una difficulty sicuramente più verosimile.

Conclusioni

Spero che questo contenuto sia stato utile e che possa aiutarti a migliorare le tue ricerche e i tuoi risultati. In cambio, se vuoi, lasciami un feedback nei commenti e qualche apprezzamento social, non potrò che ringraziarti ed essertene grato.

Ricorda anche la possibilità di lasciarti aiutare da me acquistando uno dei miei pacchetti SEO

Grazie e alla prossima! 😉

Ferdinando Signorelli

Consulente Web Marketing, SEO, SEM e Social Media con un Master in comunicazione multimediale. Dal 2007 al 2013 mi sono occupato di Grafica, Web Design e Development per poi specializzarmi in tutto ciò che riguarda il Web Marketing. In tutti questi anni ho lavorato per diverse web agency e agenzie pubblicitarie. Marketingadvsignorelli.it è il mio sito personale.