Marketing automatico: il contesto, le strategie e gli strumenti

marketing automatico

Da anni si parla di marketing automatico (o di marketing automation), ma cos’è?

Molti credono che con questo termine si intenda qualcosa che possa far generare soldi e business senza muovere mai più un dito.

Che bello! Sarebbe bellissimo, ma purtroppo (o per fortuna) non è così.

Si tratta sicuramente di strategie e tecnologie da mettere in campo per migliorare il proprio business ma anche dopo questo lavoro, purtroppo, non si va con il pilota automatico.

Se l’argomento ti interessa provo a spiegarti come funziona il marketing automatico e cosa si intende con il termine “automatico”.

Definizione

Il marketing automatico è un insieme di strategie di marketing organizzate con il supporto di tecnologie che rendono possibili alcune automazioni volte a migliorare e incrementare l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti.

Per spiegarmi meglio ti faccio un elenco sintetico e generico degli step di una strategia di marketing e ti spiego i punti in cui è possibile integrare gli automatismi.

Solitamente si lavora in questo modo:

La strategia e alcuni dei principali automatismi

  1. Si individua una nicchia ed un business
  2. Si analizzano target e competitor
  3. Si sviluppa un piano ed una strategia di comunicazione
  4. Si mette su un network di canali attraverso il quale veicolare la comunicazione (sito, blog, social ec…)
  5. Si comincia ad abitare e popolare questi canali con contenuti studiati ad hoc (content marketing)
  6. Quando, grazie ai contenuti, si riesce ad attrarre il proprio target (inbound marketing) allora entrano in gioco una serie tecnologie che monitorano i comportamenti degli utenti e fanno scattare determinate azioni al verificarsi di altrettante condizioni.

Ovviamente, condizioni e azioni, dovranno essere studiate e pre-impostate da chi andrà a creare le strategie di marketing automation e a gestire le tecnologie che se ne occuperanno.

Tra le azioni principali c’è sicuramente la comparsa di popup e/o chiamate all’azione per stimolare gli utenti che visitano per la prima volta un sito a lasciare un indirizzo email in cambio di qualcosa di gratuito.

  • Coupon sconto;
  • Guide in PDF;
  • Video;
  • Etc…

Si attua in pratica un meccanismo per la raccolta di contatti (lead generation). Questo è decisamente il primo step.

Una volta che il lead (o contatto) è entrato nel funnel, ovvero un preciso percorso di marketing pre-impostato, lo si “lavora” fino a convertirlo in cliente e poi sostenitore fidelizzato.

La persona che non lascia l’email dopo la prima vista può essere raggiunta, al di fuori del sito, con delle campagne a pagamento su Facebook o Google per essere invogliata a tornare e a lasciare i propri dati in cambio dell’omaggio. Allo stesso modo, anche chi ha lasciato un indirizzo email, può essere contattato nuovamente attraverso le automazioni di email marketing o con dele campagne a pagamento per essere invogliato a tornare sul sito e/o a passare ad uno step successivo che potrebbe essere un primo acquisto o una richiesta di contatto, preventivo etc.

Quando una persona torna più volte sul nostro sito è possibile, grazie alle intelligenze artificiali delle tecnologie di marketing automation, mostrare dei messaggi più specifici e mirati in base alle pagine viste, ai tempi di permanenza sul sito e così via.

Questi sono solo degli esempi di marketing automation.

Si potrebbe ancora andare avanti con le automazioni email per chi mette dei prodotti un un carrello di un sito e-commerce e poi non completa l’acquisto, per chi acquista e deve essere invogliato ad acquistare nuovamente con dei programmi a premi, per chi alla seconda visita su un sito si ritrova una home page personalizzata in base alla cronologia della visita precedente… insomma, si potrebbe andare avanti davvero all’infinito.

In questo processo c’è tantissimo lavoro, spesso, anche di squadra (vista l’immensa mole di competenze richieste).

Ok, ma quali sono gli strumenti principali del marketing automatico?

I principali strumenti del marketing automatico (o della marketing automation)

Attualmente esistono tanti software che, nati per gli scopi più disparati, provano ad aggiungere estensioni su estensioni per mantenere o incrementare quote di mercato… per esempio Getresponse che, nato per la mail automation, ha cominciato ad aggiungere CRM (Customer Relationship Management), costruttori di funnel, builder di landing page etc.

Non è l’unico ovviamente. Molti software nati come CRM hanno fatto altrettanto integrando autorisponditori di email, tools per analizzare, segmentare e gestire i contatti, generatori di moduli di contatto da implementare nei siti, dashboard di data analysis e molto altro.

Questo potrebbe essere l’esempio di Zoho che, nato come CRM, al suo interno ha davvero un mondo di tools per fare di tutto e di più (compresa la marketing automation – anche se, ad onor del vero, non è impeccabile e senza limiti e bug).

Sicuramente vanno menzionati Mautic (open source) e SalesManago (a pagamento) che, a differenza di altri invece, sembrano essere nati proprio per fare questo mestiere… la marketing automation.

Se può esserti utile, ti dico anche che ultimamente per le mie attività di marketing automation ho adottato Sendinblue. Questo software, un po’ come Getresponse, nasce per l’email marketing ma poi si è evoluto e, ad oggi, è stato per me il miglior compromesso tra prezzo e funzionalità. Con Sendinblue puoi monitorare cosa succede sul tuo sito (non solo nelle tue email) e far scattare delle azioni mirate in base ai comportamenti degli utenti. Per esempio puoi stabilire che se un utente visita una determinata pagina x volte, puoi assegnargli un attributo, spostarlo in una lista diversa, inviargli una promozione etc. Puoi anche creare delle automazioni in stile CRM, delle pipeline, integrare un sistema di customer care con una chat da inserire sul tuo sito in pochi click e tanto altro.

La cosa meravigliosa è che puoi cominciare ad utilizzare sendinblue e tutte le sue funzionalità da subito e in modo gratuito! L’unico limite della versione free è che non puoi inviare più di 200 email (circa) al giorno. Quindi se sei all’inizio e devi creare una lista va benissimo, oltre un certo numero di iscritti ti converrà passare al piano a pagamento che parte da circa 17€ al mese.

Sicuramente ci saranno tanti altri software ma, ovviamente, non posso conoscerli o ricordarli tutti… magari, se ne conosci altri e desideri condividere il tuo sapere, scrivilo nei commenti. Saremo felici di leggerti, imparare qualcosa di nuovo e confrontarci 😉

In sintesi

Fare marketing automatico non significa mettere su una macchina che va con il pilota automatico ma servirsi di automatismi che aiutano a sostenere ed ottimizzare il business. Gli strumenti e i dati, che grazie ad essi possiamo ottenere, vanno studiati, monitorati e, sulla base di ciò che viene fuori, bisogna continuare a lavorare per testare ed ottimizzare.

A proposito di analisi, monitoraggi e ottimizzazioni ti consiglio anche di leggere questo mio articolo dedicato agli indicatori di performance.

E tu? cosa ne pensi? Hai automatizzato il tuo business? Con quali strumenti lo hai fatto? Come ti trovi? Fammelo sapere utilizzando i moduli in basso o commentando sui social.

Grazie e alla prossima! 😉

Marketing automatico: il contesto, le strategie e gli strumenti

Ferdinando Signorelli

Consulente web marketing per professionisti e imprenditori che vogliono generare clienti e vendite con il marketing digitale. Appassionato in strategie di differenziazione e positioning ed esperto in strategie e sviluppo di business online. In 10 anni ho lavorato per diverse web agency per poi creare marketingadvsignorelli.it. Se hai delle idee ma non sai da dove cominciare o hai già intrapreso un cammino ma non hai risultati che desideri, allora studia i miei corsi o contattami.

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